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DUB FX approda all’IFEST, la strada incontra la strada

Imperdibile ritorno sul palcoscenico del festival indipendente di Ponte Nomentano. Giovedi 28 giugno. di Mario Conte

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Chissà cosa aveva in mente Ben quando, poco più che maggiorenne, partì dalla sua Australia alla volta del vecchio continente.
Di certo su tutte una era la sua voglia: trovare se stesso viaggiando, esprimendosi liberamente; girovagando alla volta del suo futuro con la loop station accesa, la sua abilità di beatboxer e la sua voce… Stop.
In realtà quando giunge in Europa non usa più di tanto la loop station dal vivo e non pensa che quella ricerca lo avrebbe portato a trovare in sè, attraverso un diverso utilizzo della propria voce, l’elemento mancante delle sue performance… E questa è in parte la sua storia… Storia che inizia a Melbourne e che porta il nome della sua prima band, “Twitch”.

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Con loro esordisce ma è anche l’evoluzione dello stile del gruppo uno dei fattori che poi lo porterà a sedersi su quell’aereo diretto verso l’ignoto.
Gira l’Italia dove sbarca il lunario vendendo i suoi cd durante le esibizioni e le cose gli vanno bene, decide quindi di spostarsi a Manchester. Si esibisce cantando e suonando la chitarra su delle basi da lui create prima di partire. Dalle sue parole traspare la schiettezza di chi la strada l’ha vissuta: l’esordio in UK è duro ed infruttuoso. Partito con un tipo di idea di performance che una volta attuata scopre non funzionare, si trova a dover rielaborare il tutto: quando ti esibisci in strada sei sulla frontiera dell’ispirazione e devi essere pronto a coglierla. Inizia ad ampliare quella che era la parte finale dei suoi show: invece di usare la loop machine per avere una base musicale durante la quale ricevere monete dal pubblico e vendere i cd, inizia ad usarla per campionare dal vivo basi strumentali con la voce, come beatboxer, per potervi improvvisare sopra riarrangiamenti di brani famosi e sue canzoni.

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La cosa inizia a creare curiosità attorno alle performance molto più del materiale del suo cd “Benjamin”. Poi accade una cosa. Un ragazzo prende il microfono ed improvvisa del rap/raggamuffin sui suoi loop. Gli astanti vanno in visibilio, Ben capisce immediatamente cosa manca alle sue esibizioni: quel se stesso che stava cercando nel momento in cui era partito da casa e che lo renderà quel DUB FX conosciuto in tutto il mondo. Se stesso appunto. Questa, piu o meno, è la cornice all’interno della quale, piu di dieci anni fa, inizia a muoversi quel fenomeno poi immortalato in infiniti video messi in una rete ancora scevra dei social network che oggi vi imperano, come quel “love someone” postato da Ben Dowden che brucia con estrema rapidità il record di 20.000.000 di visualizzazioni. Roma. 2018. La strada incontra la strada. Sarà un’occasione unica all’IFEST, ritrovo che per sua vocazione intima nasce dal basso ed è animato da tutta quella serie di realtà e di persone che, attraverso un esperimento parallelo a quello che spinse Benjamin sul primo fatidico aereo, mettono in atto un momento di riappropriazione di se stessi e dell’Urbe che solo un pazzo si lascerebbe sfuggire. Ci vediamo all’IFEST

di Mario Conte