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Disorientamento, interferenze ed esorcismi. Al Teatro Biblioteca Quarticciolo con “il Trittico della diversità”

La Compagnia Excursus in scena con tre visioni diverse del presente, tre spettacoli che attraverso il corpo e la danza indagano la complessità dell’essere umano

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Tre lavori brevi di coreografi che fanno parte del “progetto excursus”, ognuno intorno ad un nodo, ad una domanda alla quale dare delle risposte attraverso il corpo, attraverso la complessità del movimento e della danza. I coreografi del nucleo artistico di Excursus, Benedetta Capanna, Valerio De Vita, Giordano Novielli e Lorenzo Giansante sono talenti che la compagnia sceglie di accompagnare nel proprio percorso creativo e produttivo, riconoscendo a quella next-generation l’urgenza di condividere una propria visione del presente, attraverso creazioni eterogenee e linguaggi coreutici diversi.

In “Stupor” del collettivo cadavre exquis con gli autori Giordano Novielli e Lorenzo Giansante il nodo è il disorientamento, la difficoltà che abbiamo oggi nel comprendere il Reale. Partendo dall’immagine della pop-star Britney Spears, goffa e sfatta agli MTV Awards del 2007, il collettivo ci conduce in un mondo ambiguo, sospeso fra la scena e la vita. Agisce in scena anche l’autrice della scenografia Francesca Innocenzi.

Valerio De Vita in “ScontrINcontri” indaga sulle relazioni in ambito lavorativo, l’altro, il collega, il rivale. Anche oggi. Lo sento, è qui, mi vede. Fa il mio stesso lavoro, occupa lo spazio che creo, ora mi segue, ora scompare. Muovendosi in questa stanza disegna forme, esse si mescolano con le mie, rendendole irriconoscibili. È diverso, è un’interferenza, e le nostre esistenze sono inconciliabili. Eppure siamo così simili.

Benedetta Capanna presenta il trio “Apah”, scandito dalla musica del Sal puri, danza sciamanica coreana che significa “sciacquare via gli spiriti maligni”. Partendo dall’esigenza di una purificazione e riecheggiando immagini ancestrali, questo trio ricrea un rituale danzato attraverso il quale poter elaborare ed esorcizzare la pesantezza della nostra storicità e della più semplice fragilità umana. Apah, in sanscrito sono le acque, sia terrene che celesti, il primo elemento cosmogonico con potere purificante, medicamentoso e vivificatore.