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Dentro e fuori la follia, con irriverenza e ironia

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Dentro e fuori la follia, con irriverenza e ironia

Herlitzka nei panni di Enrico IV al Teatro Basilica. La recensione di Claudio Riccardi

Teatro, metateatro, scaltra finzione e illusione della realtà. Attraversando epoche storiche, mescolando storie personali con l’artifizio dei costumi e della messinscena. Il tutto sotto gli archi e le volte del Teatro Basilica, palcoscenico dall’aura solenne e fuori dal tempo. A Roma è di scena fino a domani 8 marzo lo spettacolo evento Enrico IV”. Antonio Calenda in cabina di regia e uno straordinario Roberto Herlitzka nei panni del “re pazzo”. Soggetto è l’opera di Pirandello che dà voce al conflitto tra la persona e la maschera che indossa. Valido allora, negli anni Venti, come oggi.

La trama Un nobile del primo ‘900 prende parte ad una cavalcata in costume nella quale impersona l’imperatore Enrico IV di Franconia; alla messa in scena, prendono parte anche Matilde Spina, donna della quale è innamorato, ed il suo rivale in amore Belcredi. Quest’ultimo disarciona Enrico IV, il quale nella caduta batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando. La follia dell’uomo viene assecondata dai servitori che il nipote Di Nolli mette al suo servizio per alleviare le sue sofferenze; dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per rubargli l’amore di Matilde. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa. Dopo 20 anni dalla caduta, Matilde, Belcredi, Frida (la figlia di Matilde), Di Nolli e uno psichiatra vanno a trovare Enrico IV. Lo psichiatra è molto interessato al caso della pazzia di Enrico IV, che continua, a loro insaputa, la sua finzione, e dice che per farlo guarire si potrebbe provare a ricostruire la stessa scena di 20 anni prima e ripetere la caduta da cavallo. La scena viene così allestita, ma al posto di Matilde recita la figlia. Enrico IV si ritrova così di fronte la ragazza, che è esattamente uguale alla madre Matilde da giovane, la donna che Enrico aveva amato e che ama ancora. Ha così uno slancio che lo porta ad abbracciare la ragazza, ma Belcredi, il suo rivale, non vuole che la ragazza venga abbracciata e si oppone. Enrico IV sguaina così la spada e uccide Belcredi. Per sfuggire definitivamente alla realtà (e alle conseguenze del suo gesto), decide di fingersi pazzo per sempre.

La versione di Calenda segue in maniera puntuale il testo pirandelliano. Veniamo condotti dai vari personaggi all’interno della trama, veniamo a conoscenza delle loro motivazioni e del loro rapporto con Enrico IV, iniziando a conoscere il protagonista ancor prima della sua apparizione sul palco. Herlitzka entra in scena a tragedia già cominciata, proprio come avrebbe voluto Pirandello.
Da qui prende piede la rappresentazione nella rappresentazione, la simulazione della pazzia all’interno dello spettacolo, con il sovrano dissennato che s’intrattiene con lo psichiatra e Belcredi, vestiti con abiti monastici, e con la Marchesa, travestita da Matilde di Toscana. Una recita che comincia già a connotarsi come rivelazione, anche se in maniera ancora impercettibile per i presenti. Invero, nuovamente illuminato dalla luce della ragione, l’Enrico IV della finzione vuole far capire di essere pronto a restituire a ciascuno e con la giusta dose di meschinità il “maltolto” del suo impazzimento.

L’H-Enrico IV si muove poggiandosi su una stampella, è nella realtà un anziano di oltre 80 anni che ben sa di non aver tanto ancora da chiedere alla vita. Vive dunque con leggerezza, prende e si prende in giro. Una verve ironica e irriverente che alleggerisce ancor più la pirandelliana, assurda scelta di vivere nella follia per fuggire da una vita che il nobile cavaliere non ha potuto vivere. Parimenti il personaggio rimane lucido tessitore delle proprie fila e del personale dramma in cui colloca gli altri personaggi come meglio crede. E alla fine, con la corona in testa, è questo Enrico IV di Franconia in pectore a trionfare.

Una menzione per tutti i capaci attori coinvolti nello spettacolo evento: Daniela Giovanetti, Armando De Ceccon, Sergio Mancinelli, Giorgio Battistoni, Lorenzo Guadalupi, Alessio Esposito, Stefano Bramini, Lorenzo Garufo, Dino Lopardo.
Scene e costumi firmati da Laura Giannisi e luci allestite da Matteo Ziglio.

Per info e biglietti: https://teatrobasilica.com/

 

Claudio Riccardi

 

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