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Davide Enia porta in scena l’Abisso

Ha debuttato in Prima Nazionale al Teatro India, L’ABISSO di Davide Enia. In scena lo stesso Enia accompagnato come sempre dal musicista e compositore Giulio Barocchieri.

Davide e Giulio

Lo spettacolo, tratto dal secondo romanzo di Davide Enia, APPUNTI PER UN NAUFRAGIO che quest’anno ha vinto il PremioMondello, si inserisce all’interno del percorso della Stagione del Teatro di Roma che quest’anno segue il filo rosso del tema “DALLA PAGINA ALLA SCENA”.

La sua divisa di scena, non è cambiata nonostante sia passato del tempo dalle sue ultime apparizioni in teatro: camicia bianca con un bottone rosso, pantaloni scuri, polacchine marroni con i lacci rossi. In scena due sedie, gli strumenti di Giulio Barocchieri e l’acqua di Davide. La luce è accesa. Entrano in scena, si siedono e con un semplice raggio di luce che illumina Enia tagliando fuori tutto il resto, lo spettacolo comincia.

Non ha bisogno di molto per catturare tutto il pubblico: basta uno sguardo, pochi gesti delle mani, chiari, precisi e netti a raccontare l’essenziale, il necessario. Il resto lo fanno le parole di Enia e la musica di Barocchieri che, in una somma continua di suoni ripetuti e accumulati  in loop, riempie quei silenzi, quei vuoti lasciati dalla parola perché si è arrivati ad un punto, nel racconto, in cui non ci sono parole per descrivere e descriversi, per raccontare e raccontarsi. A volte solo attraverso il canti, i canti dei pescatori, si riesce ad esprimere e comunicare un’emozione che non si riesce a nominare.

L'Abisso

Il gesto, il canto e il cunto tipici del teatro di Enia (che fonde insieme sempre e in maniera unica diversi linguaggi e registri teatrali), sono più che mai ridotti all’osso, asciutti, in questo spettacolo per non cadere nel rischio di spettacolarizzarla questa tragedia; l’obiettivo è che il racconto sia necessario alla storia e alla realtà, raccontandola per quello che è. L’Abisso parla con delicatezza, poesia e forza del tema della migrazione e dei migranti non solo attraverso l’esperienza e la testimonianza personale e diretta dello stesso Enia, che a Lampedusa è andato per anni – come scrive lui stesso nelle note si regia – ma soprattutto attraverso le testimonianze di chi quelle vite le salva o le recupera prive di vita, strappandole in ogni caso ad un abisso. È dando voce direttamente ai protagonisti (sommozzatori della guardia Costiera, Volontari sull’isola, Pescatori) che noi spettatori (o lettori), ci rendiamo immediatamente conto che quello che sta accadendo a Lampedusa e in tutto il Mediterraneo da più di 25 anni, non è un fenomeno: è la Storia! “E’ un movimento inarrestabile. E, stavolta, la Storia, sta mandando avanti le persone in carne e ossa, di ogni età. Partono, attraversano il mare, approdano. Lampedusa non è un uscio, è una tappa” scrive Enia nel suo romanzo.

Ma ancora di più, la potenza scenica ed emotiva di questo spettacolo sta nel fatto che L’abisso non è solo una storia di migranti, ma una storia di padri e di figli: di padri sempre “muti” e di figli che da adulti si cercano nei loro genitori; di padri e figli che si perdono in mare, o nel deserto; di padri e figli (famiglie) distrutte dal dolore di un approdo che non ci sarà mai o scosse dalla gioia di essersi ritrovati, sopravvissuti a un naufragio; di padri e di figli che su un molo, su una piccola isola nel cuore del Mediterraneo, salvano altri, come loro. E attraverso il ricordo del mito di EUROPA, Enia ci ricorda che tutti noi “siamo figli di una traversata in barca”.

L’abisso di Enia parla di vita e morte, di origine e fine e di cerchi che si chiudono. E lo fa utilizzando qualcosa che in questa società, troppo spesso dimentichiamo di possedere: l’umanità!

Antonio Calbi ha detto de L’Abisso di Davide Enia: “Un atto dovuto, per un Teatro Pubblico:  una testimonianza necessaria e un’esperienza da non mancare. Se vogliamo sentirci ancora esseri umani”.

È senza dubbio uno spettacolo quanto mai necessario! Da non perdere.

Cecilia Nocella

Davide

 

 

L’ABISSO
tratto da Appunti per un naufragio (Sellerio editore)
uno spettacolo di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri

 

orari spettacolo
ore 21.30
sabato ore 20.00, domenica ore 18.00
dal 23 al 27 ottobre ore 21.00
durata 1 ora e 20′
lunedì riposo