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“Crack 400”. Torna il festival autoprodotto di fumetto e arte stampata e disegnata. Tema di questa edizione è la decolonizzazione

Quattro giorni tra disegni, serigrafia, installazioni, arte stampata, ma anche musica, performance teatrali, incontri, dibattiti e convivialità.

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Frutto del più grande lavoro di network e interconnessione che sia mai stato messo in moto nell’underground, in uno spazio di cooperazione e condivisione, il csoa Forte Prenestino, nel rifiuto del copyright e a sostegno di pratiche plagiariste e di mash-up: questo è “Crack Fumetti dirompenti “che per la quattordicesima edizione scegli un tema molto importante e delicato: la decolonizzazione. Per questo motivo il festival inaugura con il titolo “400”; perché 400 dollari è il prezzo medio di uno schiavo sul mercato nero di Tripoli, grazie alle politiche italiane sui migranti.

È noto che parte dei due milioni di euro del Fondo per l’Africa, destinati alla cooperazione e lo sviluppo siano stati impropriamente utilizzati per la ristrutturazione di sei motovedette libiche. Si tratta di navi che, come nel caso del naufragio del 6 novembre 2017, la Guardia costiera libica utilizza per venire allo scontro a fuoco anche con navi incaricate dal centro di coordinamento dei salvataggi (Mrcc) di Roma (la struttura della Capitaneria di porto preposta alla gestione delle operazione di soccorso) di recuperare naufraghi. Per le testimonianze dei sopravvissuti il nostro paese è di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo con accuse di torture, stupri, e induzione in schiavitù. Sotto accusa dunque è la politica estera che le nuove compagini governative sono intenzionate a modificare in senso ancora più inumano e colonialista.

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Un’esposizione enorme, nelle cinquantadue celle sotterranee del Forte Prenestino dove ognuna di esse diventa il luogo per esporre ma anche il laboratorio lavorativo dell’artista, che autogestisce la sua mostra. Quest’anno ad ogni cella il suo progetto, ovvero la parte underground sarà assegnata solo sulla base di progetti. L’allestimento infatti è parte del gioco.

Tantissime le presenze italiane e internazionali per una rete ampissima che coinvolge tantissimi Festival dal Ca.Co di Bari, all’UE’ di Napoli, dal Ratatà di Macerata, al Borda!Fest di Lucca, A.F.A. di Milano, Zapp! di Pescara, Tenderete di Valencia, Gutter Fest di Barcellona, Altcom comics festival di Malmo, Novo Doba festival di Belgrado, e tutta la rete del Nuevo Frente Popular Para La Liberacion Grafica. Inoltre ospiti il Festival di fanzine da Cina, Messico, Spagna, Svezia. Tra gli autori presenti ricordiamo: doc industrias, Eleni pua, Joan Alturo, Kyklothymia, Marie Mirgaine, Ric Velasco, Pvnx23, Saleh Kazemi, Vasilis Galanis, Schnösel Mösel.

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Nella Piazza d’armi, nell’Auditorium e nei tunnel i concerti, i djset e performance. Crack infatti non è solo fumetto ma anche musica, djset, installazioni, laboratori e workshop. In piazza d’Armi i concerti di NoHayBanda (giovedì 22): ritmi sincopati si alternano a digressioni prog e a math-rock sintetici, all’Audiotorium Ton-dose e Faetal b. L’elettronica sperimentale bizzarra di Okapi venerdì 23 e tanti liveset Cascao & Lady Maru + Ambrita, Carmel Zoum, Aero Manyelo, Charles Tox, Marco Malasomma e molti altri. Sabato 24 il Duka reading, Vittoria Persa & Lupi Negvi, Arabia Saudade, Stella Chiweshe, Mondo Cane, Okzharp & Manthe Ribane. Infine domenica 25 il djset di Mistrece in Piazza d’Armi Tutti i giorni Cinema du desert: documentari e cartoni animati di eco-consapevolezza.

Il Crack nasce da un centro sociale, o meglio dal lavoro, la creatività, il sudore e l’attivismo sociale e politico di persone comuni, donne e uomini che da trent’anni sono coinvolti in quella fucina di cultura e politica che è il Csoa Forte Prenestino a Centocelle. Il Crack non prende soldi da nessuno, si autofinanzia e si autoproduce e chi partecipa al festival decide come si fa il festival, mettendo le proprie opere in condivisione e tutta l’arte che conosce. Il prezzo che si paga per partecipare a Crack non è moneta corrente, nulla è dovuto, ma è anima e corpo, lussuria e lucidità.

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