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Corsi di teatro: non c’è virus che tenga! L’esempio della Fonderia delle Arti a Roma

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Corsi di teatro: non c’è virus che tenga! L’esempio della Fonderia delle Arti a Roma

Da due settimane i corsi di musica, teatro e canto della “Fonderia delle Arti” hanno cambiato luogo di ritrovo, non più le aule e i palchi di via Assisi, ma gli schermi di laptop, PC e smartphone degli insegnanti e dei 200 iscritti ai vari corsi della Fonderia.

Metti una rinomata scuola di teatro, metti dei potenti mezzi tecnologici, mettici in mezzo una quarantena forzata, valida per tutti a Roma. Che città aperta rimane grazie a menti aperte, alla fantasia, alla voglia di portare avanti dei progetti di formazione che sono anzitutto veicoli di socialità e di emozioni.
Ecco così che da due settimane i corsi di musica, teatro e canto della “Fonderia delle Arti” hanno cambiato luogo di ritrovo, non più le aule e i palchi di via Assisi, ma gli schermi di laptop, PC e smartphone degli insegnanti e dei 200 iscritti ai vari corsi della Fonderia.

Tutti insieme online appassionatamente, con risvolti sorprendenti, come racconta Patrizia Casagrande, attrice e insegnante del corso di teatro per adulti.  “Le lezioni in videochat sono un assoluto inedito, anzitutto per una persona del tutto analogica come me. All’inizio è stato buffo, non sapevamo l’impatto che avrebbe potuto avere, ma posso dire che la realtà ha superato di gran lunga le aspettative. I corsisti delle 4 classi che seguo hanno mostrato una disponibilità e una curiosità verso l’esperimento straordinari. Bravi, bravi, bravi!”

Parola d’ordine: mantenere il più possibile la normalità. Ovviamente i programmi didattici sono stati adattati, analisi del testo, appoggiature e studio delle intonazioni hanno preso il sopravvento su fisicità e prove di espressione, ma al netto, riprende Patrizia, “il coinvolgimento è stato ancor più forte che in aula. La disponibilità di tempo imposta dalla quarantena e l’abbattimento delle corse quotidiane dai mille impegni ha reso disponibili per gli allievi energie inaspettate. Ho rilevato grande concentrazione, partecipazione e uno spirito di gruppo che davvero non era mai emerso in maniera così spiccata durante le lezioni tradizionali”.

Le scoperte al tempo del Coronavirus. Di strumenti digitali che avvicinano le persone e permettono addirittura di entrare con esiti comici e divertenti negli spazi domestici dei corsisti. Dal palco di casa, delle cucine e dei salotti, gli studenti della Fonderia hanno risposto presente alla chiamata di Patrizia. “I legami tra tutti i partecipanti si sono stretti ancor più. C’è complicità, ridiamo tantissimo! Quanto stiamo portando avanti è testimonianza della funzione sociale che l’arte ricopre, in un momento così particolare e difficile per tutti. Anche in queste condizioni il teatro rimane e ancor più emerge come portatore sano di emozioni, buon umore e cultura”.

E così per gli allievi delle 4 classi guidati da Patrizia, l’appuntamento è alla prossima videoconferenza su Hangout. Con un next step che veloce si paventa all’orizzonte: simulare in collegamento le movenze corporali.

 

Le porte di Fonderia delle Arti, per ragioni di necessità virtuali in questa fase, sono comunque aperte sul web (http://www.fonderiadellearti.com/) e sulla piazza di Facebook https://www.facebook.com/fonderiadellearti.

 

 

Claudio Riccardi

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