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Cinecinico Maggio

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Cinecinico Maggio

Una primavera interessante per il cinema romano. Cinecinico lo vuole raccontare attraversando gli orizzonti delle guerre, delle battaglie, delle lotte, intime e corali, segnalando alcuni appuntamenti di grande rilievo.

Il mese si apre con il Festival del Cinema Spagnolo, giunto ormai alla sua dodicesima edizione. Un appuntamento a noi molto caro che ogni anno aspettiamo con piacere e che in questa edizioni si mostra con un’inclinazione verso il mondo femminile e le opere prime, attraversando un tessuto di fibre meno evidenti ma estremamente reali.

Ad inaugurare la manifestazione che si terrà al Cinema Farnese di Campo de’ Fiori dal 2 all’8, sarà la proiezione del lungometraggio Yuli della regista Iciar Bollain (Premio Goya 2004 per miglior regia e sceneggiatura per il film Ti do i miei occhi). La storia di un padre che spinge il proprio figlio nel mondo della danza credendo che l’unica via possibile per un riscatto dalla povertà cubana vittima dell’embargo sia l’arte.

Altra presenza femminile ed esordiente del festival è la regista Arantxa Echerravìa (Premio Goya 2018 miglior regista esordiente) con la pellicola Carmen y Lola. Tratta il tema della lotta tutta al femminile in una comunità gitana madrilegna dove tradizione e famiglia rischiano di opprimere un sentimento semplice come l’amore.

Opera prima anche quella di Nicolàs Combarro, vincitore dell’ultimo Festival di Guadalajara, che insieme al fotografo Alberto Garcia Alix fondono un linguaggio tra immagine e poesia.

Martedì 7, è la volta dell’unica proiezione per La noche de 12 anos di Alvaro Brechner (Premio Goya miglior adattamento cinematografico) che racconta i dodici anni di prigionia di Pepe Mujica ai tempi in cui era combattente contro la dittatura militare uruguaiana.

Il Festival avrà una programmazione intensa tra cinema spagnolo e latinoamericano, con tutte le proiezioni in versione originale con sottotitoli. Mi piace sottolineare che l’immagine ufficiale di questa edizione è opera di Esteban Villalta Marzi, artista internazionale ed esponente della pop art europea.

Da segnalare inoltre altri 3 film in uscita, lavori che in qualche modo viaggiano paralleli allo spirito che caratterizza il Festival Spagnolo: il tema della solidarietà è infatti il fil rouge che abbraccia tutte le pellicole. Forse proprio perché mai come ora ne abbiamo bisogno?

Ecco dunque il film d’animazione di Raul De La Fuente, Ancora un giorno, un lavoro sul tema della vita dei poveri, come ha detto lo stesso regista, nei panni di un cronista del ventesimo secolo che da voce a chi non ce l’ha. Ritratto autobiografico di Ryszard Kapuściński che racconta gli ultimi giorni in Angola come colonia portoghese nel ’75 e l’orrenda conseguenza della colonizzazione. La cornice è la guerra civile che ha devastato la regione fino a poco tempo fa.

Poi c’è La Caduta dell’impero americano. Una denuncia sul mercato del lavoro che il regista canadese Denys Arcand ha iniziato già nel 1986 (Il declino dell’impero americano) per poi proseguire nel 2002 (Le invasioni barbariche) e giungendo ad oggi con questa pellicola che chiude la sua trilogia. La caduta dell’impero americano è un’amara riflessione sociopolitica di estrema acidità. Pier Paul, intellettuale che lavora come fattorino per un salario decente, si ritrova sulla scena di una rapina finita male…

In ultimo segnaliamo il ritorno del grande Roberto Minervini con Che fare quando il mondo è in fiamme?. Dopo Lousiana (David di Donatello 2016), rilancia la marcia del popolo nero in cammino verso quella libertà di fatto non ancora riconosciuta. Ancora oggi gli afroamericani soffrono un razzismo cronico, diffuso e radicato. Ci racconta una Baton Rouge dove le politiche sono più penalizzanti e la disuguaglianza senza più profonda.

Buona visione dunque, ma anche buona riflessione, quando il cinema non è puro intrattenimento.

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