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Che Teatro Tira – Maggio

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Che Teatro Tira – Maggio

Il meglio degli spettacoli teatrali a Roma di Diana Morea

E’ così il teatro, stavi per ridere e ti viene da piangere; t’accorgi che i contrari stanno insieme. Dura un attimo, nel tempo. Dalla memoria non se ne va più
Sono parole del teorico del teatro Franco Ruffini che sembrano restituire pienamente il senso unico, raro e per questo speciale dell’arte teatrale.
Vediamo allora quali emozionanti spettacoli riserva per noi il mese di maggio.

Dal 2 al 5 maggio al teatro Argentina dopo l’eclatante successo della scorsa stagione, torna Macbettu di Alessandro Serra, creazione pluripremiata che si insinua tra le intuizioni del Macbeth di Shakespeare e l’ispirazione del regista di fronte al Carnevale barbaricino. L’universalità dei sentimenti tipici shakespeariani e le visioni del carnevale sardo si mescolano a creare una visione suggestiva tra maschere tetre e passi cadenzati. Un Macbeth che si esprime in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini.

Dal 7 al 12 maggio è la volta Tito e Giulio Cesare una produzione della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini. Nascono nell’ambito del Glob(e)al Shakespeare, il progetto presentato a giugno e a ottobre 2017 per il quale Gabriele Russo, che l’ha ideato, si è aggiudicato il Premio dell’Associazione Nazionale Critici 2017 come migliore progetto speciale. Tito Andronico e Giulio Cesare di Shakespeare riscritti e diretti l’uno da Michele Santeramo/Gabriele Russo e l’altro da Fabrizio Sinisi/Andrea De Rosa sono due atti di un unico spettacolo. Il primo atto ci racconta, con un tono lieve ed elegante, un Tito profondamente umano, capace di strapparci anche un sorriso, il seconda presenta un Giulio Cesare dall’atmosfera metallica, potente e decisamente contemporaneo; insieme affermano l’universalità dell’opera di Shakespeare perché riescono a rimanervi fedeli pur sottolineandone la stringente attualità.

Dal 14 al 19 maggio per la regia di Lucia Calamaro tocca all’opera “All’imbrunire” con Silvio Orlando. Dal 21 maggio al 2 giugno grande attesa per Elvira di e con Toni Servillo. Trent’anni dopo Strehler, Toni Servillo incontra le riflessioni di Jouvet sul teatro con Elvira, accostandosi a un personaggio di stringente attualità. Un esempio alto di teatro nel teatro, che ne indaga con classe e maestria i meccanismi che lo regolano e l’affascinante mestiere dell’attore e la sua formazione. Un esempio vitale di trasmissione di sapere fra le generazioni che ha riscosso un enorme successo in tutta Italia e che ora è pronto a conquistare il palcoscenico della Capitale.

Al teatro India segnaliamo il progetto “Scritture” 11 e 12 maggio e dal 16 al 19 maggio e ancora “Non mi ricordo più tanto bene” dal 20 al 30 maggio.Al teatro Torlonia l’8 maggio ritorna sul palco Ascanio Celestini con “E ti chiamaron matta”, omaggio a Franco Basaglia. Dal 3 al 12 maggio al Teatro Eliseo è possibile invece vedere “Autobiografia Erotica” di Domenico Starnone per la regia di Andrea De Rosa.

Per gli amanti della danza consigliamo di non perdere dall’11 al 19 maggio al teatro Vascello “Ode alla bellezza tre creazioni sulla diversità”, compagnia Enzo Cosimi che propone una riflessione su figure emarginate nella società contemporanea. La caratteristica è quella di coinvolgere nel lavoro persone appartenenti a delle minoranze o interpreti non professionisti, rendendole protagoniste. Gli allestimenti sono pensati per spazi non prettamente teatrali. Il progetto si può considerare come un percorso di integrazione tra arte e sociale, che opera sui territori dove si presenta.

Dal 7 al 12 maggio al teatro Off/Off theatre ritorna a Roma Tindaro Granata con “Antropolaroid”. Con un titolo che fonde insieme la ricerca antropologica con lo scatto fotografico, Antropolaroid è creazione teatrale colma di molte emozioni, per il testo, la recitazione, per la concretezza e l’universalità della narrazione, il ritmo avvolgente. Tindaro Granata passa attraverso i decenni in molteplici ruoli, ad ogni età, maschio o femmina, tra giochi, balli, lavoro, relazioni familiari, paure, brevi passaggi ogni volta a comporre dialoghi, legami, situazioni, lui solo e tanti. La novità di uno spettacolo come questo sta nell’utilizzo di una tecnica, antica, come quella del “cunto”, che viene scomposta e il meccanismo del racconto viene sostituito dalla messa in scena dei dialoghi tra i personaggi del racconto. Non vengono narrati i fatti, ma i personaggi parlano tra di loro e danno vita alla storia.

Il 9 maggio si esibisce al Teatro Brancaccio Lina Sastri in “Pensieri all’improvviso” Poesia in musica. Testi e composizioni in versi di Lina Sastri, più qualche breve citazione da scritti poetici e letterari di donne che molto hanno amato e scritto di Napoli. La musica è la musica dei poeti: da Dalla a De Andrè, da Tenco, a De Gregori, a Pino Daniele. Più qualche sorpresa. Poesia che parla di ferita d’amore e di ferita dell’anima, ma anche di gioia improvvisa. Di dolore e speranza. Di etica e di giustizia. In un percorso che si svela in circa dieci capitoli.

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