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Che puro terrore sia! A luci spente.

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Che puro terrore sia! A luci spente.

Non aver paura .. è solo uno spettacolo! Per la prima volta in Italia, lo sconvolgente format teatrale scritto da Eduardo Aldan, che ha avuto grande successo in Spagna, Messico e Portogallo.

La suggestione è di puro terrore psicologico, una immersione nel grande e spaventoso momento teatrale.
Non è un caso che il palcoscenico ospite fino al 14 maggio della novità teatrale è quello del  teatro Ghione di via delle Fornaci, distrutto dal Grande Incendio del 1915 causando la morte di 23 persone, noto per essere luogo di eventi paranormali e sorprendenti.

Lo spettacolo arriva dai paesi latini per sconvolgere il pubblico e per capovolgere il rassicurante ruolo dello spettatore teatrale, non avezzo all’ interazione dalla sua comoda poltrona rossa.
Direttamente dalla Spagna, dopo aver toccato con grande successo di pubblico e critica numerosi paesi europei e campione di incassi in America Latina, il nuovo format scritto da Eduardo Aldan, progettato da Gianluca Ramazzotti e diretto da Ricard Reguant porta in teatro l’ Horror, genere che proviene dalla cinematografia.
La persona che lo ha adattato in versione italiana è Franco Ferrini, sceneggiatore di Dario Argento. Un ensamble d’eccezione per un progetto curato nei dettagli, che vede in scena Claudia Genolini, Luca Basile, Yaser Mohamed, e la partecipazione di Gianni Garko, protagonista di alcuni film cult degli anni ’60 e ’70 come “Sartana”, ” 10.000 dollari per un massacro”, “La notte dei diavoli”.

Viene definito entusiasmante e rinfrescante spettacolo sulle nostre paure infantili, un viaggio nel terrore.

Mi colpisce l’accostamento di aggettivi. Perchè rivivere le proprie paure infantili viene definito “rinfrescante” da un regista? Cosa scatena la novità e il non vissuto nell’ animo umano? Cosa provoca la scossa di adrenalina in un corpo? Come reagiscono le nostre pulsazioni vitali quando ci allontaniamo dal consueto ed entriamo nella zona dello sconosciuto?

Il geniale autore Aldan, attraverso un sapiente uso del linguaggio scenico, spiazza, sorprende e destabilizza il pubblico. Vuole proprio che lo spettatore ignaro, entrando in una sala dove normalmente si sente rassicurato dall’invisibile linea di confine che lo separa dagli attori sul palcoscenico, assistendo a questo spettacolo e sollecitato da una storia ed una scenografia ad effetto, provi una sensazione di inquietudine e paura.  Gli effetti speciali, il buio e l’interpretazione causano terrore psicologico e la sensazione non sarà per nulla rassicurante, perchè anche il vicino di poltrona può essere un mostro, uno psicopatico assassino.  

paura

“Non potrai mai sentirti sicuro in un teatro, perché non sai ma chi siede dietro di te”.

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