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Centro storico off limits per artisti di strada. Cacciati musicisti, giocolieri e bolle di sapone

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Centro storico off limits per artisti di strada. Cacciati musicisti, giocolieri e bolle di sapone

Con la mozione CA-39132 del 9 Marzo 2017 il I Municipio del Comune di Roma ha vietato l’arte di strada nelle più importanti vie e piazze del Centro, come piazza di Spagna e Santa Maria in Trastevere. La consigliera Naim: “questi musicanti disturbatori hanno reso la vita dei residenti un vero inferno”.

La mozione è stata presentata dai consiglieri Nathalie Naim (Radicali Ecologisti), Giulia Urso (PD) e Matteo Costantini (Democratici e Popolari), a seguito di una serie di esposti e lamentele da parte di associazioni e singoli residenti dei quartieri del centro storico. Ora non è ben chiaro quale potrebbe essere l’iter di questa mozione, con quali tempi potrebbe essere valutata ed eventualmente messa in atto, ma già la sola proposta è stata sufficiente per mettere in allarme i molti artisti di strada che vedono minacciata la loro libertà di espressione e la loro stessa sopravvivenza.

Secondo Daniele Mutino, busker e attivista di Strada Libera Tutti, un movimento informale di busker impegnato da anni nella costruzione di un percorso condiviso con le istituzioni per la valorizzazione dell’arte di strada, si tratta di “una delle pagine più nere della cultura nella storia di questa città: il divieto dell’arte di strada in tutto il centro storico. Nemmeno il fascismo più bieco, o i regimi più dispotici e retrogradi che hanno dominato la città in oltre due millenni e mezzo di vita, si erano mai sognati una cosa del genere […]“.

E come dargli torto, considerando che dall’altra parte della barricata le motivazioni che hanno spinto all’approvazione di questa mozione hanno tutto il sapore della sconfitta politica, di una resa da parte di un’amministrazione che evidentemente non è in grado di operare dei distinguo tra gli ottimi artisti di strada, operanti a Roma e gli schiamazzi notturni provenienti da capannelli di avvinazzati, tra i busker che rispettano le regole e gli orari della pur contestatissima delibera “Gasperini” del 2012, e chi invece improvvisa raduni di improbabili percussionisti su Ponte Sisto nel cuore della notte, tra chi crea valore sulle nostre piazze e strade e tra chi invece lo dissipa.

Basterebbe che venissero fatte rispettare le regole esistenti, che magari venissero anche migliorate, come si sta cercando di fare da tempo attraverso un “tavolo” di discussione tra le varie parti, per far sì che cambi completamente la percezione che i residenti del centro storico di Roma hanno degli artisti di strada, che al momento invece sono finiti tutti in un unico calderone tra “fracassoni” e molestatori della quiete pubblica. Invece il I° municipio ha preferito proporre il colpo di spugna, la “tabula rasa”. Molto più facile e comodo da attuare come provvedimento, e di sicuro successo tra i residenti esasperati. Che però, va ribadito, in effetti sono esasperati non tanto dall’attività dei busker autentici, quanto piuttosto dall’incapacità dell’amministrazione di mettere un freno ad alcuni fenomeni di movida selvaggia.

Quali saranno i prossimi passi di questa vicenda?! Difficile prevederlo. Gli artisti di strada stanno ragionando su una grande mobilitazione, una manifestazione colorata e allegra, ma anche ferma nel protestare contro questo tentativo di censura nei loro confronti. E nel frattempo, anche con il supporto della Fnas (Federazione Nazionale Artisti di Strada) e con varie altre associazioni di categoria continueranno a cercare una mediazione finalizzata alla creazione di un nuovo regolamento equo e condiviso tra tutte le parti interessate. Vi terremo aggiornati su ogni sviluppo.

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