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B/ RIDE, il perfetto connubio fra classicita’ e avanguardia

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B/ RIDE, il perfetto connubio fra classicita’ e avanguardia

La recensione di Ivana Mette

Scritto da Giacomo Sette e ideato da Martina Giusti, vincitore della prima edizione del concorso #inplatea al Teatro Trastevere, prende il monologo e lo ripropone in chiave totalmente innovativa. Il pubblico viene coinvolto passo passo da un inizio fatto solo di gesti e versi, fino a collimare con un linguaggio ironico e tagliente, che accompagna il plot dall’inizio alla fine.

Un continuo andare e venire tra la comicità’ e il dramma, tra il fisso e l’immobile. elementi questi due che vivono in sinergia sul palco per tutta la durata dello spettacolo. La scelta del rendere l’essere umano un manichino, in questo gioco di bambole portato avanti da Martina Giusti, voce narrante, ma vivente sul palco, rende bene la metafora dell’amore forzato e falso che coinvolge spesso le relazioni odierne. Una rilettura dell’amore stesso, o più’ precisamente, delle relazioni, cresciute, ma rimaste immobili in una bolla che qui, inevitabilmente esplode. Esplode, come esplodono i due manichini attori nel finale, per liberarsi da quel gioco crudele in cui non avevano potere e finalmente si rivelano, rivelano i loro veri sentimenti, cio’ che celavano dentro di se.
Il minimalismo della scena, le luci, le musiche, tutto si bilancia e mette in risalto i corpi, quasi astratti, come strascichi di un ricordo che si vuole imprimere nella memoria dello spettatore. ed e’ come un libro, che ci trasporta fra le sue pagine e lascia a noi l’immaginazione. Ci guida, ci accompagna nella direzione giusta, ma siamo noi a immaginare il percorso.
B/ride, nella sua purezza ed essenzialità’, punta al corpo oltre che alla voce. Li separa, fisicamente ma li tiene uniti in scena da un forte filo rosso. E’ palpabile il desiderio di una ricerca interiore e professionale dell’equipe teatrale, che fa una proposta drammaturgica che funziona.

B-Ride2

Ma non aspettiamoci la classica storia d’amore melensa. La B(ride) della storia e’ una donna che attraversa tutte le fasi di accettazione di una perdita, fino all’esplosione finale nella quale rivela il lato animalesco e grandioso di una qualunque donna e domina. Domina la storia, domina il palco, e domina Pier (lo sposo), creando un’atmosfera quasi drammatica, ma che mette in luce la dirompenza di una verita’ che permetterà’ a lei come a Pier di  non essere più’ fantocci di se stessi e di tornare alla vita reale, di rompere la bolla.
B/ride rende il cliché’ della storia d’amore tradizionale soltanto un’ombra, una base dalla quale partire per scrivere qualcosa di assolutamente originale, rompendo l’ideologia della coppia e distruggendo le maschere che si era creata per sopravvivere ad una consapevolezza scomoda e dannosa.
Con una regia essenziale e pulita, portata avanti da Giacomo Sette, nella quale non si puo’ che apprezzare l’istrionismo di Martina Giusti e l’espressività’ di Azzurra lochi e Antonio Eugenio Macri’, B/ride si rivela essere una piccola perla che sicuramente non mancherà’ di stupirci ancora.

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