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Attraversamenti Multipli. Il confine come limite da dissolvere attraverso l’arte.

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Attraversamenti Multipli. Il confine come limite da dissolvere attraverso l’arte.

Torna il festival multidisciplinare, connubio di diversi generi artistici, spettacoli site specific, reading, street art, concerti e danza. Il tutto in periferia e a prezzi popolari

“Meticciato” è la parola/focus attorno cui ruota la sedicesima edizione del festival multidisciplinare Attraversamenti Multipli. Otto giorni di eventi artistici dal 20 al 30 ottobre in quattro location diverse: Biblioteca Goffredo Mameli, Centrale Preneste Teatro, Isola pedonale del Pigneto, Largo Spartaco, che vedono coinvolti 22 ensemble di artisti della scena contemporanea nazionale.

Il festival, creato da Margine Operativo, è da sempre un momento in cui si incontrano e dialogano le diverse forme d’arte, dal teatro alla danza, dalle performance alla musica, dalla Street art ai fumetti; e per questa edizione è stato chiaramente scelto e affrontato il tema dei confini in senso fisico, geografico, mentale e astratto. I confini intesi come limiti imposti dalla società, dalla politica, ma anche come blocchi interiori da attraversare e dissolvere.

«In questa sedicesima e edizione, abbiamo scelto di rafforzare la natura meticcia e multisfaccettata del festival – spiegano gli organizzatori Alessandra Ferraro e Pako Grazianie di continuare a dare cittadinanza a diverse pratiche delle arti sceniche contemporanee. Ospitiamo ensemble di artisti che attraverso forme, estetiche e sperimentazioni diverse incalzano le emergenze del presente. Spettacoli e performance che siconfrontano con il nostro presente e con i “temi” e le contraddizioni che lo attraversano».

In scena il 20 e il 21 ottobre la perfomance di Olivia Giovannini, On HER own installazione per un corpo solo, una serie di installazioni site-specific nate dal connubio tra testi riguardanti figure femminili appartenenti alla storia o alla mitologia – tratti da “Le nozze di Cadmo e Armonia” di R. Calasso – e luoghi che ne permettono simbolicamente una rievocazione.

Gravure Primo quadro di Dario Salvagnini Santasangre, il 21 ottobre al Centrale Preneste Teatro. Performance in cui confine tra storia e leggenda, passato e presente viene spostato. Un incontro con il segno concreto dell’opera dello street artist Lucamaleonte ispirata alle vicende dell’Orlando Furioso e dell’isola di Lampedusa, nel tentativo di creare un immaginario visivo e sonoro che attraversa il tempo e le sue soglie.

No Comfort Zone, performance di Sara Marasso e Stefano Risso, che esprime un’idea di creazione contemporanea come interazione tra differenti linguaggi e pratica di ricerca comprendendo un margine auspicabile di non conforto, o rischio, come parte fruttuosa del processo.

Per la musica il concerto delle Cardamomò il 30 ottobre e  Sandro Joyeux con Migrant il 22 ottobre: impegno sociale a sostegno dei migranti coniugato attraverso nuove canzoni e nuove sonorità per un live che resta un’iniezione di pura energia.

Al Palo della morte di Margine Operativo, il 28 ottobre al Centrale Preneste Teatro. Uno spettacolo, liberamente tratto dal libro di Giuliano Santoro, che racconta una storia successa nel quartiere multietnico di Tor Pignattara a Roma, dove nel 2014 viene ucciso Shahzad, un pakistano di 28 anni. Lo ammazza a calci e pugni un minorenne romano.

Apre il festival la presentazione del libro “Da quassù la terra è bellissima” di Toni Bruno. La storia dell’incontro di due destini, tra cosmonauti, guerra fredda e un mondo in rapido cambiamento

Meticcio e multisfaccettato dunque è il festival in se, inteso come diversi generi artistici che si fondono e intersecano fra loro, meticcio è l’obiettivo utopico di attraversamento dei confini fisici e astratti attraverso l’arte, in tutte le sue forme e rappresentazioni. Di fronte alla proliferazione di frontiere fisiche e virtuali, di check point e di sistemi di sicurezza, i drammi di chi deve mettere il proprio corpo in gioco per cercare di superare un confine e l’arte fa la sua parte nel cercare di aprire varchi, delineare scenari futuri, superare frontiere, generare e coltivare utopie con lo sguardo rivolto all’orizzonte.

 

 

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