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Aprire e liberare il pensiero tra gli spazi del Teatro Marconi

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Aprire e liberare il pensiero tra gli spazi del Teatro Marconi

L’appuntamento è tutti i mercoledì, a partire dalle ore 18.30, al Teatro Marconi in Roma. Protocollo Covid e collegamento in “web meeting” per chi non volesse/non potesse presenziare.

Lo scenario si compone di un palco e di una platea, ma è solo un distanziamento spaziale. Lo scambio in realtà è bivalente, perché chi racconta e istruisce da risposta alle domande, si alza e raggiunge chi ascolta; e chi dall’altra parte ascolta e prende appunti alza la mano e puntualmente viene invitato a salire lo scalino per dimostrazioni pratiche. Si studia e si lavora in gruppo, si apprende giocando. E si ride tanto.

SophiArts, questo il nome del progetto, si propone come “l’atelier del pensiero”, la dimensione dove lo scambio di conoscenze e di idee diventa volano di crescita umana e culturale.

PostItRoma è entrato nel dettaglio dell’iniziativa parlando con l’ideatrice di SophiArts, l’attrice Tiziana Sensi.

Attraverso dei focus su specifiche materie – racconta Tiziana –  SophiArts si propone di sviluppare alcune life skills and soft skills, ovvero quelle competenze trasversali riconosciute a livello globale come indispensabili per dare equilibrio allo scorrere quotidiano del tempo di ciascuno. Nella vita privata come al lavoro e nelle relazioni. Con questi incontri ci proponiamo di scavalcare alcuni dei condizionamenti culturali e sociali che, spesso, frenano le nostre idee e soprattutto bloccano le nostre azioni”.

Entriamo più a fondo nell’argomento.
Nel 1994 l’Organizzazione Mondiale della Sanità istituì le life skills, elenco di competenze trasversali per la vita. Tra di esse si leggono per esempio Problem Solving, Pensiero Critico, Creatività, Coordinarsi con gli altri, Intelligenza emotiva, Capacità di giudizio e prendere decisioni, Orientamento al servizio, Negoziazione, Flessibilità. Termini e attitudini entrati velocemente nell’uso comune delle presenti generazioni.

Vent’anni dopo, nel 2014, Tiziana Sensi insieme a Maria Grazia Aurilio, oggi psicologa di SophiArtS, ha iniziato a introdurre alcuni studi della neuroscienza dentro le scuole di teatro. Di qui la svolta, come evidenzia Tiziana: “Quando l’allievo realizza come funziona la macchina delle emozioni e del pensiero, cambia completamente atteggiamento sul palco; se il palcoscenico è lo specchio della vita, sul palco della vita l’entrata in scena, ogni giorno, può essere più consapevole. In una società costruita su stereotipi e iper-connessione, la filosofia è la materia più efficace per imparare a porci le domande giuste”.

Secolarizzazione , Riconoscimento, Eros , Perdono, Cura di sé sono gli argomenti cardine del laboratorio, partito a settembre e in programma fino al prossimo giugno. Aperto a chiunque abbia voglia di apprendere, ma soprattutto di salire sul treno della cultura in forma libera, giocosa e nel contempo meditativa. Per uscire dal tunnel dei clichè e degli stati emozionali che spesso spengono l’agire.

E allora quali sono i corsi e chi sono i docenti del progetto SophiArts?

Filosofia: Fabio Funiciello dell’Università degli Studi Roma Tre
Neuroscienze e Psicologia: la psicoterapeuta Maria Grazia Aurilio
Musica: la pianista Gaia Vazzoler
Danza: la coreografa Giulia Colombo
Linguaggio del corpo: l’attrice Giulia Menici
Improvvisazione: l’attore Marco Mancini
Teatro: Tiziana Sensi

Tiziana Sensi, attrice dal curriculum importante e già insegnante di teatro al Marconi, spiega velocemente il filo conduttore delle sue lezioni: “Agli allievi apriamo le porte del teatro inteso come strumento che permette di tradurre nella pratica, attraverso la recitazione, la teoria della filosofia, della psicologia e di alcuni studi della neuroscienza. Per fare ciò adottiamo gli strumenti fondamentali dell’arte teatrale: controllo delle emozioni, immaginazione, empatia, la relazione, l’ascolto, la fiducia verso l’altro e il lavoro di gruppo”.

Un pensiero speciale viene rivolto a Felice Della Corte direttore artistico del Teatro Marconi. “Lo ringrazio per la libertà che ci lascia di muoverci dentro il Teatro come se fosse la nostra casa”, conclude Tiziana.

 

 

Claudio Riccardi

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