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Ani DiFranco a Villa Ada

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Ani DiFranco a Villa Ada

Martedi 4 luglio apre lo storico festival di Villa Ada, Roma incontro il mondo.

Considerata in tutto il mondo un’icona femminista, Ani DiFranco, vincitrice di un Grammy Award e madre del movimento DIY, fu anche una delle prime artiste a creare una propria etichetta discografica nel 1990.
Conosciuta sin dagli esordi come la “Little Folksinger”, la sua musica ha sempre strizzato l’occhio a generi come il punk, funk, hip hop, jazz, soul, ed elettronica.
In diverse canzoni e album ha usato una grande varietà di strumenti e di stili, dagli ottoni in Little Plastic Castle, agli archi di Living in Clip e Knuckle Down. Riguardo all’etichetta “folk” che spesso le viene affibbiata, la DiFranco ha dichiarato in un’intervista al Pavement Magazine che “la musica folk non è una chitarra folk, non è lì il punto. Io uso la parola “folk” in riferimento alla musica punk o al rap. È un’attitudine, la consapevolezza di una eredità, è una comunità.”
Molto del materiale di Ani DiFranco è autobiografico, come è tradizione per i cantautori. Molto del suo materiale è anche fortemente politico, impegnato in diverse questioni sociali come il razzismo, il sessismo, l’abuso sessuale, l’omofobia, l’aborto, la povertà e la guerra.

Negli anni ha collaborato con chiunque, da Utah Phillips al leggendario sassofonista R&B Maceo Parker all’ineguagliabile star del pop Prince. Ha condiviso il palco con Bob Dylan, Bruce Springsteen, Pete Seeger, Kris Kristofferson, Greg Brown, Billy Bragg, Michael Franti, Chuck D., e molti altri. Ha da poco annunciato l’uscita di un nuovo album dal titolo “Binary”.

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I testi delle sue canzoni sono ritmici, poetici, spesso autobiografici e molto politicizzati. “Trickle Down” parla di razzismo e gentrificazione, mentre “To The Teeth” parla del bisogno di una regolamentazione sulle armi da fuoco e “In or Out” si interroga sull’etichette di genere della società moderna. Più recentemente, il singolo “Play God” del 2016 è diventato un grido di battaglia per i diritti sulla riproduzione.

Nel 2012 Rolling Stone ha detto di lei, "The world needs more radicals like Ani DiFranco: wry, sexy, as committed to beauty and joy as revolution." Ani ha ricevuto diversi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui un Grammy per il miglior album di
raccolte, il Woman of Courage Award dall’Organizzazione Nazionale per le Donne, il Gay/Lesbian American Music Award come artista femminile dell’anno e un Woody Guthrie Award. Al Winnipeg Folk Festival del 2013 ha ricevuto il prestigioso Artistic Achievement Award e un dottorato onorario dall’Università di
Winnipeg.

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