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A Rock in Roma 2018 i grandi concerti dell’estate

Dal 20 Giugno al 26 Luglio torna l’entusiasmante festival dell’estate romana

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Compie quest’anno il suo decimo compleanno la grande manifestazione romana nata dall’impegno e dalla passione dei suoi fondatori, Sergio Giuliani e Max Bucci. Grazie a loro, la Città Eterna si conferma infatti, tra le più rock al mondo.

Quest’anno Rock in Roma si fa in quattro: non solo Capannelle, ma anche il Circo Massimo, l’Auditorium Parco della Musica e Ostia Antica.

All’Ippodromo delle Capannelle, sua venue storica, suoneranno The Killers e Parkway Drive + Thy Art Is Murder + Emmure,unica data italiana, Megadeth + Killswitch Engage, Macklemore, unica data estiva, De André Canta De André, Coez, Post Malone, unica data italiana,+ Dark Polo Gang, Carl Brave x Franco126, Lo Stato Sociale, Mannarino, Caparezza + Eugenio in Via Di Gioia, The Chemical Brothers, Sfera Ebbasta, Fabi Fibra.

Il 14 luglio il  Circo Massimo ospiterà l’attesissimo evento Roger Waters  Us + Them Tour

All’Auditorium Parco della Musica approderanno gli Hollywood Vampires, band formata da Alice Cooper, Johnny Depp e Joe Perry.

Il Teatro Romano di Ostia Antica farà da cornice ai concerti di Jeff Beck, Cigarette After Sex  e Myles Kennedy + Dorian Sorriaux.

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Rock in Roma si presenta quindi come un festival internazionale, ma che lascia grande spazio ad artisti italiani, come Coez, i cui concerti sono sold-out in poche ore, Caparezza e Mannarino.

Sergio Giuliani, in conferenza stampa, racconta come nasce Rock in Roma: Dieci anni fa siamo partiti con l’idea di sviluppare un progetto in periferia. Di strada ne abbiamo fatta tanta, facendo vivere il nostro festival in più luoghi della città. E questo è l’obiettivo anche per i prossimi anni: ampliare sempre di più, con un occhio attento all’evolversi della musica e ai grandi festival all’estero come il Coachella o il Primavera Sound.

Molte idee ci arrivano dall’estero perché ci sono degli indicatori che ci aiutano a prendere il nord, però ognuno ha una sua specificità e noi stiamo cercando di esaltare al massimo le particolarità della nostra città.

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Noi di Post.it abbiamo chiesto a Max Bucci come si realizza un progetto così grande, in due, in una città difficile come Roma.

Siamo in due a dirigere, ma abbiamo una grande squadra di persone che collaborano con noi, ed è abbastanza duro. Noi non siamo una multinazionale, il nostro è un festival indipendente. Prima  c’erano due colleghi che facevano un grande festival, ma ora anche loro sono legati ad una multinazionale. Siamo gli unici due stoici che resistono ancora. Però noi siamo nella capitale.

In questi dieci anni ne abbiamo viste tante. Questa amministrazione ci ha ospitato in un posto fantastico, la spettacolare sala Pietro da Cortona, qui ai Musei Capitolini. Ogni amministrazione che è venuta è sempre stata affezionata a Rock in Roma, ma in questo caso ci hanno dato molta più attenzione. Il mio lavoro è slegato dalla politica, ma noi, per il tipo di attività che svolgiamo, dobbiamo avere contatti con le amministrazioni, qualunque esse siano. Devo però dire che l’attenzione che questa amministrazione sta dimostrando alla cultura, nelle sue varie forme, mi ha colpito favorevolmente. Ci sono state situazioni, nel passato, in cui non siamo neanche stati ascoltati. Questa volta, invece, mi sembra che ci sia molta attenzione alle nuove idee in questo settore. Per una manifestazione come la nostra, che non è finanziata da fondi pubblici, la collaborazione con le istituzioni è fondamentale.

Quindi voi siete la prova che in Italia si può lavorare e avere successo?

Si può e si deve. Soprattutto ora, con questi segnali politici, in una realtà che sembra si stia allontanando da un passato in cui dovevi dare per ottenere quasi nulla. Il segreto per farcela è solo uno: rimboccarsi le maniche. 

Alessia de Antoniis

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